COMUNITA' RESIDENZIALE ANGELIDE

La Comunità residenziale per minori, denominata “Angelide” ospita minori di sesso maschile per i quali la permanenza nella famiglia di origine sia temporaneamente impossibile, accolti sulla base di provvedimento e/o intervento disposto dall’autorità giudiziaria, o dai Servizi Sociali del Comune competente. La tipologia dell’utenza è così individuata:

– minori stranieri con gravi problematiche familiari o in stato di abbandono;

– minori stranieri non accompagnati;

– minori stranieri con procedure penali.

L’obiettivo principale della Comunità è quello di prendersi cura dei minori ospiti offrendo loro il mantenimento, interventi socio-educativi qualificati e personalizzati in un ambiente sereno e familiare. Non sono ammesse discriminazioni razziali od etniche. E’ favorita la partecipazione dell’ospite alle sue consuete pratiche religiose. La struttura, nell’ambito della tutela minorile, si colloca tra i servizi territoriali a valenza socio-educativa. In base alla normativa della Regione Puglia la Comunità corrisponde alla tipologia “Comunità a dimensione familiare”.

La capacità ricettiva è di 8 posti letto di cui 2 riservati alla pronta accoglienza.

La fascia di età degli utenti va dai 12 ai 18 anni elevabili a 21 per disposizione delle autorità competenti. Annualmente il Consiglio di Amministrazione determina la composizione e le modalità di corresponsione della retta.

Modalità operative

La Comunità residenziale per minori costituisce un ambiente di vita strutturato e caratterizzato da interrelazioni e comportamenti differenziati, autonomi, determinati da motivazioni personali o di gruppo per l’attuazione di progetti articolati e aderenti alla realtà personale di ogni ospite (PEI: Progetto Educativo Individuale). In analogia a quanto avviene in famiglia la struttura offre al minore esperienze di appartenenza e di coesione e, al tempo stesso, di autonomia e di separazione. Queste modalità operative costituiscono un percorso di crescita, sostenuto dall’intervento educativo e psico-affettivo del team degli operatori che offre ai minori un ritmo di vita aderente alle singole esigenze di sviluppo e alle necessità soggettive favorendo nel contempo l’acquisizione di norme e regole del vivere comune. L’intervento socio-educativo è strutturato su modulo familiare per far si che la permanenza presso la Comunità diventi per il minore un’esperienza di crescita emotivamente significativa e favorevole al cambiamento, alla maturazione ed all’evoluzione personale. L’organizzazione della vita quotidiana è improntata a favorire la partecipazione di tutti alla gestione della Comunità promuovendo anche momenti di incontro, di discussione e di scelta. Il processo educativo è basato sull’osservazione e la conoscenza approfondita del minore e, per quanto possibile, della sua famiglia, al fine di elaborare, sulla base dei singoli progetti individuali, un piano di lavoro generale integrato, definito per obiettivi, tempi di realizzazione, modalità operative e verifica dei risultati anche con particolare riferimento all’obiettivo di ricerca di una successiva collocazione stabile di ogni minore ed eventuale suo futuro reinserimento nella famiglia di origine. Il piano complessivo delle attività socio-educative e dei risultati conseguiti, tendente alla gestione ottimale della Comunità, viene portato a conoscenza del personale e degli utenti

Figure professionali previste

Le figure professionali impiegate nelle attività socio/psico/pedagogico e assistenziali della Comunità per minori sono:

 Educatore professionale

 Animatore socio/educativo

 Addetto all’assistenza di base.

Il ruolo di Responsabile/Coordinatore è esercitato da un laureato in possesso di comprovate competenze di tipo gestionale nel campo socio-psico-pedagogico. Lo stesso:

a) cura l’attuazione dei piani individualizzati ed è garante della qualità dell’assistenza e del benessere dei soggetti accolti;

b) assicura il coordinamento, la pianificazione, l’organizzazione ed il controllo delle attività della struttura;

c) coordina il personale favorendo il lavoro di gruppo e l’autonomia tecnica degli operatori, individuando compiti, responsabilità e linee guida di comportamento;

d) sostiene la motivazione al lavoro degli operatori e favorisce la formazione del personale;

e) cura i rapporti con i familiari, con i servizi territoriali e con l’autorità giudiziaria.

Il Responsabile/coordinatore, nello svolgimento delle sue funzioni, è coadiuvato da un Vice designato dal medesimo tra gli operatori impiegati nella Comunità.

In caso di assenza o impedimento del Responsabile/coordinatore questi è sostituito dal Vice.

Il monte orario annuale per le varie funzioni esercitate nella Comunità è modulato sulla base dei parametri previsti dalla normativa regionale. Gli orari di servizio di tutto il personale sono impostati, nel rispetto del monte orario annuale come sopra determinato, dal Responsabile/coordinatore con rotazioni settimanali articolate in turni che prevedano nell’arco delle 24 ore giornaliere sempre la presenza in servizio di almeno un operatore. L’elenco dei turni di lavoro giornaliero e settimanale degli operatori, è esposto in bacheca. Al di fuori del proprio orario di servizio il Responsabile/coordinatore e il Vice sono reperibili a turnazione. Durante il servizio gli operatori devono tenere appuntato in modo visibile sul proprio abbigliamento tessera di identificazione riportante fotografia, cognome, nome e qualifica. Fornita fotocopia del titolo richiesto per la mansione. Il programma mensile delle ore destinate alle funzioni esercitate nella Comunità è preventivamente comunicato dal Responsabile coordinatore.

Progetto educativo generale

La Comunità educativa si articola su due tipologie di ospitalità: Pronta Accoglienza e Accoglienza residenziale stabile.

Pronta Accoglienza

La Pronta Accoglienza costituisce un intervento immediato per le situazioni di emergenza anche per minori non residenti nel territorio comunale; ha una durata massima di 40 giorni, salvo prolungamenti da parte dell’ equipe educativa o del Responsabile/coordinatore o di autorità competente.

La pronta accoglienza è un periodo sperimentale che permette al minore la conoscenza della Comunità, delle sue regole, dei suoi ritmi e delle persone che ne fanno parte.

Accoglienza residenziale

Al termine del periodo di Pronta Accoglienza, dopo attenta osservazione dell’equipe educativa, verrà deciso, di concerto con l’Assistente Sociale di riferimento, di proporre all’amministrazione competente – per il bene del minore e nell’interesse anche degli altri minori ospiti – se passare o meno alla fase dell’Accoglienza residenziale.

Gli ingressi avvenuti per accoglienza stabile verranno anche questi monitorati per un periodo di 40 giorni dopodiché l’equipe educativa, di concerto con l’Assistente Sociale di riferimento, proporrà o meno all’amministrazione competente il passaggio definitivo all’accoglienza residenziale.

Progetto Educativo Individuale (P.E.I.)

Il Progetto Educativo Individuale del minore inizia nel momento in cui il medesimo viene preso in carico dal Servizio Sociale competente per territorio.

Nella prima riunione mensile dell’equipe, dopo la presa in carico da parte dell’amministrazione competente, il Responsabile/coordinatore assegna il minore all’educatore di riferimento (tutor).

Da quel momento il tutor, unitamente al Responsabile/coordinatore, all’equipe educativa interna e all’Assistente Sociale di riferimento, procede all’elaborazione collegiale del Progetto Educativo Individuale e alla conseguente organizzazione della cartella personale del minore. Il PEI ha lo scopo di puntualizzare gli interventi da attuare e le esperienze da far compiere al minore al fine di assicurargli idonee condizioni per un normale processo di crescita. Ha inoltre la funzione di precisare la divisione dei compiti per l’attuazione del progetto tra Responsabile/coordinatore della struttura, educatori, operatori dei Servizi Sociali locali e di altre amministrazioni.

Il Progetto Educativo Individuale è uno strumento di lavoro in costante aggiornamento da parte degli operatori tenuti ad attuarlo, prevedendo anche appositi incontri di verifica.

Relativamente ai minori stranieri non accompagnati e i minori con procedimenti penali in atto, nella stesura del P.E.I. devono essere tenuti presenti i lunghi tempi necessari per la regolarizzazione amministrativa dei permessi di soggiorno per i primi e della complessità del percorso giudiziario per i secondi.

Cartella personale del minore

La cartella personale, che conterrà tutta la documentazione relativa al minore, sarà suddivisa in :

 Area Amministrativa: con tutti i documenti del minore (lettera di ammissione, documento di

identità, passaporto, codice fiscale, permesso di soggiorno ecc….);

 Area Educativa: con il PEI e tutte le verifiche mensili;

 Area Sanitaria: con la relazione medica iniziale e tutta la documentazione sanitaria riguardante il minore (tessera sanitaria, attestati esenzione, impegnative , esiti esami svolti, vaccinazioni eseguite e da eseguire, ecc…..);

 Area Formativa: con tutta la documentazione che riguarda la formazione del minore (attestati corsi svolti, pagelle scolastiche, fogli stage, contratti di lavoro ecc…);

Entro i primi 20 giorni di accoglienza verrà effettuata la verifica con l’Assistente Sociale di riferimento ed inizia il percorso del PEI del minore che verrà aggiornato mensilmente di concerto sempre con l’Assistente Sociale.

In questa fase verrà utilizzata la scheda verifica che l’educatore – tutor compilerà mensilmente, quale strumento di analisi dell’andamento del minore. La cartella personale del minore viene quindi costantemente aggiornata dagli operatori che, a diverso titolo seguono il minore.

La cartella personale deve essere custodite e tutelate nel carattere della riservatezza e della segretezza.

Il Responsabile/coordinatore della struttura deve avere cura che nella cartella personale del minore siano adeguatamente documentate tutte la fasi del lavoro compiuto: studio della situazione del minore, valutazione, progetto educativo individuale, interventi significativi, risultati delle verifiche, motivazioni delle dimissioni.

I documenti e gli adempimenti necessari per l’ammissione sono i seguenti:

Per minori stranieri con gravi problematiche familiari o in stato di abbandono:

 Richiesta formale del Comune competente che contenga:

a) autorizzazione all’accoglienza con decorrenza e durata;

b) impegno – spesa per corresponsione retta mensile;

c) nominativo dell’Assistente Sociale che ha in carico il minore;

 Documento di identità;

 Codice fiscale/tessera sanitaria, estremi medico di base;

 Copia della nomina del tutore quando esistente;

 Permesso di soggiorno per minori di età.

Dovrà inoltre, entro i primi dieci giorni dall’ingresso, essere effettuata segnalazione scritta alle seguenti autorità di Lecce GiudiceTutelare del tribunale di Lecce per la specifica conoscenza e l’eventuale nomina del tutore;

 Comitato dei Minori Stranieri – Roma.

Per i minori stranieri non accompagnati, entro i primi 10 giorni dall’ingresso, sia che questo avvenga in forma coattiva o per affidamento diretto o tramite il Servizio Sociale del Comune competente per territorio, deve essere fatta segnalazione alle seguenti autorità:

 Sindaco del Comune competente (per l’assunzione dell’onere della retta di ospitalità e assegnazione dell’Assistente Sociale di riferimento);

 Giudice Tutelare del Tribunale di Lucca per apertura della tutela e conseguente nomina del tutore;

 Dirigente Ufficio Minori stranieri della Questura di Lecce;

 Dirigente Ufficio Immigrazione della Questura di Lecce;

 Comitato dei Minori Stranieri – Roma.

La Comunità per minori si attiverà tempestivamente per acquisire la seguente documentazione personale del minore:

 Documento di identità;

 Permesso di soggiorno per minori di età;

 Codice fiscale/tessera sanitaria;

 Assegnazione medico della Comunità.

Per minori stranieri con procedure penali il ricovero presso la struttura educativa viene predisposto dalla Direzione del Centro per la Giustizia Minorile. Entro i primi 10 giorni dall’avvenuto ricovero verrà fatta segnalazione alle seguenti autorità:

 Procuratore del Tribunale per i Minorenni di competenza territoriale;

 Dirigente del Centro per la Giustizia Minorile presso il Tribunale per i Minorenni di competenza territoriale;

 Dirigente dell’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale per i Minorenni di competenza;

 Dirigente dell’Ufficio Servizi Sociali Minorili presso il Tribunale per i Minorenni di competenza territoriale;

 Giudice Tutelare del Tribunale di Lecce (per la specifica conoscenza e l’eventuale nomina del tutore);

 Sindaco del Comune di Lecce (per gli adempimenti di competenza e per il coinvolgimento dei propri Servizi Sociali);

 Dirigente Ufficio Minori stranieri della Questura di Lecce;

 Dirigente Ufficio Immigrazione della Questura di Lecce.

 Comitato dei Minori Stranieri – Roma.

La Comunità per minori dovrà acquisire la seguente documentazione personale del minore:

 Documento di identità;

 Permesso di soggiorno per minori di età;

 Codice fiscale/tessera sanitaria;

 Assegnazione medico della Comunità.

Accertamenti sanitari

Il Responsabile/coordinatore è tenuto a far rilevare e sorvegliare lo stato di salute dei minori affidati e, per quanto di competenza, è tenuto ad osservare le prescrizioni riguardanti tutti gli accertamenti sanitari previsti dalle normative nazionali e regionali. Il medico della struttura o quello personale del minore, entro i primi 20 giorni di permanenza, dovrà redigere specifica scheda medica con la prescrizione delle analisi ed eventuali vaccinazioni a cui dovrà essere sottoposto il minore stesso.

Il personale che opera nella Comunità per minori deve essere in possesso della prescritta documentazione sanitaria da conservare agli atti del servizio.

Dimissioni

Le dimissioni del minore dalla Comunità educativa cui è affidato si attuano al momento che gli operatori che seguono le singole situazioni giudicano raggiunti gli obiettivi del progetto educativo individuale concordato e il minore può tornare nella propria famiglia o può accedere ad altra sistemazione stabile.

Gli operatori possono proporre le dimissioni del minore quando sopraggiungono condizioni che rendano inattuabile il progetto educativo concordato, in rapporto alla capacità operativa del servizio. Le dimissioni si effettuano tuttavia quando sia stata individuata per il minore una sistemazione stabile.

Le dimissioni si attuano anche quando un minore, non riuscendo ad inserirsi positivamente nella Comunità educativa, assuma atteggiamenti pericolosi e dannosi allo stato psicofisico degli altri minori, dell’equipe e di se stesso (lancio di oggetti contundenti, percosse fisiche, minacce verbali ecc.).

Si prevedono le dimissioni anche quando il minore risulti bisognoso di specifiche cure psichiatriche e fisiche che la struttura non è in grado di erogare.

Al momento della presa in carico del minore da parte dell’Assistente Sociale di riferimento, questa dovrà impegnarsi a reperire, entro 10 giorni dalla segnalazione del comportamento aggressivo non compatibile con il contesto operativo della Comunità educativa, a reperire una nuova struttura od altra sistemazione esterna alla Comunità.

CHORA SRL

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Otranto (LE)
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Responsabile di Struttura: Sig.ra Luana Pataleo