COMUNITA' EDUCATIVA CHORA

La comunità educativa per minori è una struttura residenziale a carattere comunitario che accoglie i minori in situazione di disagio sia familiare che personale ,che potrebbe nuocere e pregiudicare la normale crescita.

In particolare, l’offerta di questa Comunità si rivolge a 11 ragazzi maschi e femmine di età compresa tra i 3 e i 18 anni.

Si propone di progettare e realizzare servizi alla persona di tipo educativo sociale e sanitario finalizzati al miglioramento della qualità della vita dei minori e al compimento del processo di integrazione sociale ed autonomizzazione personale, garantendo le risposte che meglio soddisfano i bisogni degli ospiti, attraverso la personalizzazione degli interventi e il continuo miglioramento delle prestazioni erogate.

CHORA OTRANTO inoltre può accogliere minori provenienti, per quanto è possibile, dal territorio salentino, ma qualora ve ne fosse la necessita e l’urgenza potrà ospitare minori di altre provincie d’Italia.

In genere l’accoglienza avviene in seguito ad un provvedimento del TRIBUNALE per i minori ma anche attraverso la segnalazione dei servizio sociali di riferimento, con il previo consenso della famiglia .

CHORA-OTRANTO è disponibile anche all’accoglienza di minori stranieri con problematiche comportamentali (Sindrome post-traumatica), tali da necessitare un ulteriore supporto individualizzato.

Caratteristiche della struttura

La Comunità è in possesso dei requisiti previsti dall’Art.48 R.R. n4/2007 e delle vigenti leggi nazionali.

È ubicata ad Otranto, a 700m dal cuore della città (foto di Otranto). Il territorio circostante offre diversi servizi: presidi sanitari e ospedalieri, centri ludico-aggregativi, associazioni sportive.

La struttura si compone di un grande appartamento i cui ambienti accoglienti riproducono il clima familiare e comunitario a misura di minore.

Sono presenti 4 camere da letto doppie e 1 camera da letto singola, dotate di termosifoni di condizionatori caldo/freddo, tv, arredi pensati per consentire ad ogni ragazzo di avere un proprio spazio personale.

Sono stati dedicati inoltre ampi ambienti per le attività educative e ricreative, dotati di grandi tavoli e materiali per i laboratori.

È presente infine la sala soggiorno/mensa, adiacente alla quale è stata predisposta una cucina autorizzata al funzionamento secondo la normativa vigente del Sistema Sanitario Nazionale.

Gli ambienti adibiti a bagno sono divisi al suo interno come da normativa vigente.

Infine una stanza è riservata all’Amministratore del Centro come ufficio amministrativo.

L’appartamento è circondato da un ampio cortile, attrezzato con canestri, due porte da calcetto e altre attrezzi per le attività ludico-sportive interne.

Figure professionali previste

Sono presenti nella comunità terapeutica

Un responsabile

Uno psicologo

Degli educatori professionali

Un assistente sociale

Ausiliari

E’ prevista la collaborazione di volontari in possesso di polizza assicurativa di copertura R.C. che potranno affiancare gli operatori negli ambiti delle attività quotidiane, dopo aver partecipato ad un colloquio attitudinale (servizio civile, tirocini formativi ecc.). Gli educatori, secondo regolamento, sono in possesso di laurea in scienze dell’educazione o della formazione o di laurea equipollente. Lo psicologo, regolarmente iscritto all’albo professionale, è in possesso di laurea in Psicologia.

L’èquipe educativa garantisce una turnazione che prevede la competenza di educatori in base al numero di minori in ottemperanza al R.R. del 18/01/07 n°4, della L.R. n°19 del 19/07/06.

Il metodo di lavoro che la comunità educativa utilizza, comporta particolare attenzione al lavoro d’èquipe. Le verifiche e le forme di valutazione collettiva sono curate al fine di realizzare interventi “a misura” di minore. Gli strumenti utilizzati sono: osservazione sul campo, riunioni d’èquipe, riunioni con i referenti dei servizi di riferimento del minore. Gli operatori registrano quotidianamente i fatti accaduti in un diario che sarà mostrato al collega come anche il passaggio di consegne tra membri dell’èquipe in modo che tutti siano a conoscenza degli avvenimenti che hanno caratterizzato la giornata in comunità.

finalità

L’obiettivo superiore è di garantire ai giovani accolti un tempo ed un luogo per progettare la propria vita. Così, ogni azione svolta all’interno della Comunità sarà orientata a promuovere un percorso individuale di crescita che porti i ragazzi ospitati ad essere responsabili delle loro azioni e a raggiungere una funzionale integrazione nel contesto sociale scolastico e lavorativo ,o ltre che alla proprià autonomia personale.

Preminente è l’interesse di ogni singolo minore, con i suoi bisogni e caratteristiche peculiari, le quali divengono centrali rispetto ad ogni altra esigenza operativa: è l’organizzazione a plasmarsi secondo i bisogni degli ospiti e non il contrario.

Ciò persegue uno dei più importanti principi ispiratori della Comunità: la centralità della persona umana, come essere unico ed irripetibile che non deve rinunciare alla sua identità solo per il fatto che vive in una comunità.

In base a tale principio, la Comunità si propone di valorizzare e accrescere le potenzialità e le capacità del singolo. Lo scopo primario è, dunque, quello di promuovere lo sviluppo psicofisico del minore, accompagnandolo in un percorso di sviluppo indirizzato all’autonomia, dall’essere bambino al diventare uomo.

Ciò sarà assicurato dall’adozione della scala dei bisogni di Maslow:

Necessità primarie

Sicurezza

Appartenere ad un gruppo

Stimarsi ed essere stimato

Realizzare il proprio potenziale (attraverso l’istruzione, l’inserimento in tirocini formativi e l’avviamento al lavoro).

Il modello di intervento è quello relazionale, in cui, cioè, la relazione costituisce il nucleo fondante dell’operato della Comunità: nella consapevolezza che nel percorso di crescita di ogni persona sono le relazioni basate sulla lealtà e sulla fiducia ad essere necessarie e a costituire il principale strumento di cambiamento, la Comunità garantirà al minore un costante accesso ad un contesto relazionale che si costituisca come base sicura.

Tale progetto di vita è pensato in prospettiva, lungo un continuum tra il prima, il durante e il dopo l’esperienza della comunità.

Ecco perché un altro importante valore guida della Comunità è la continuità, intesa non solo come regolare e non interrotta erogazione dei servizi, ma soprattutto come rispetto delle abitudini di vita degli ospiti. L’accoglienza degli utenti è basata infatti sull’interazione tra le culture e sulla loro valorizzazione, condividendo non solo i suoi spazi ma anche i suoi valori e le sue tradizioni.

Da qui l’importanza che l’operato della Comunità verso gli ospiti sia ispirato a criteri di uguaglianza, rispetto al soddisfacimento dei loro bisogni ed esigenze, senza discriminazioni di alcuna natura ( culturale, fisica, psichica, spirituale o religiosa, ecc.); ed imparzialità e obiettività.

Infine la Comunità garantisce l’efficacia e l’efficienza sulla base di un progetto di servizio improntato a criteri di flessibilità organizzativo-gestionale e dell’obiettivo del continuo miglioramento orientato all’acquisizione di sempre maggiori requisiti di qualità.

A tal fine la Comunità si avvale anche della partecipazione dell’ospite, che può contribuire al percorso migliorativo della comunità attraverso suggerimenti, reclami e valutazioni dei servizi erogati

Modalità di Intervento

L’intervento realizzato dalla Comunità “CHORA OTRANTO” prevede quattro fasi:

1. Accoglienza

In questa fase iniziale la Comunità garantisce uno spazio di accoglienza e un ambiente sereno in cui vivere, nel quale sia possibile esprimere le proprie esigenze e i propri bisogni.

2. Osservazione del caso e stesura del piano educativo individualizzato (PEI)

Il PEI viene redatto dallo psicologo ,assistente sociale educatore professionale e ausiliare , tale PEI viene comunque rivisto collettivamente dalle riunioni d’équipe,a scansioni

settimanali mensili trimestrali attuando cosi un approccio dinamico affinchè vengano concordate tutte le problematiche del minore, per un intervento che sia sempre progettuale e mai improvvisato dai singoli educatori, ma soprattutto un intervento cucito sul singolo.

Individua punti di forza e di debolezza di ogni ragazzo ed indica gli obiettivi da raggiungere in tre ambiti della vita quotidiana:

Autonomia personale

Rapporto con se stesso e con gli altri

Scuola e altre attività

Cura della persona

Attività del Tempo libero

Esso viene poi aggiornato ogni tre mesi, oltre che allo scadere dei termini stabiliti per il raggiungimento degli obiettivi, effettuando una revisione dei risultati raggiunti e di quelli ancora da raggiungere.

3. Attuazione del PEI

In questa fase, che si estende per tutta la durata della permanenza dell’ospite all’interno della comunità, si realizzano tutte le azioni di accompagnamento del minore nel suo percorso di crescita:

aiutare il minore nella acquisizione delle capacità di cura della persona

aiutare il minore nell’assolvimento del proprio obbligo scolastico, e/o lavorativo proseguendo inoltre con l’individuazione dell’iter formativo più adatto per ciascuno

favorire lo sviluppo delle capacità relazionali del minore, attraverso la relazione diretta con l’educatore e quella mediata con i coetanei

stimolare il minore all’accrescimento della propria autonomia personale

responsabilizzare il minore studiando, a seconda delle sue inclinazioni e

potenzialità, metodi di compartecipazione alla vita domestica

stimolare il minore a un uso attivo e proficuo del tempo libero, proponendo attività ludiche, culturali e sportive appropriate e ricercando nel territorio eventuali risorse, anche allo scopo di incentivare la sua socializzazione

favorire lo sviluppo delle capacità e delle potenzialità del minore

stimolare l’acquisizione di capacità professionali

supportare il minore nella costruzione di un progetto per il futuro.

4. Accompagnamento nella fase di dimissione e inserimento nella società

L’équipe educativa della comunità intensifica il sostegno e la preparazione del ragazzo durante la fase pre-dimissioni, per meglio prepararlo all’inserimento nella società, e continua a seguirlo e supportarlo nella fase di passaggio, anche in accordo di volta in volta con i Servizi Sociali di riferimento, se si ritenessero necessari particolari interventi.

Strumenti

La costruzione di una relazione educativa  equilibrata, in cui il minore possa sentirsi accettato e compreso dagli adulti di riferimento, contenuto nelle sue ansie e sofferenze, e stimolato al cambiamento, passa attraverso tutti gli aspetti della vita quotidiana.

L’équipe educativa dispiegherà perciò i seguenti strumenti:

 Gioco, uno strumento che è in grado di

-aiutare il minore ad avere fiducia nelle proprie capacità stimolandolo a raggiungere delle mete e dei  risultati

-incoraggiare il ragazzo di fronte al fallimento, a gestire le frustrazioni, attraverso il dialogo

-stimolare il minore ad impegnarsi in attività che non sono a lui consone per un suo sviluppo armonico

-aiutare il ragazzo a scaricare le tensioni attraverso attività di movimento

-costruire delle situazioni attraverso le quali sperimentare la gratificazione e il cambiamento

 Attività manuali, che permettono di

-educare il minore a essere persistente e a concentrarsi su specifiche attività

-enfatizzare la gioia della realizzazione di un prodotto

-aiutare il ragazzo ad avere una buona coordinazione pensiero-azione

-responsabilizzare il minore attraverso dei piccoli compiti

 Dialogo e ascolto, attraverso cui si realizza per il minore

-incoraggiamento

-valorizzazione

-ascolto empatico

-rimandi e feedback rispetto al percorso che sta facendo in struttura

-la possibilità di riflettere su di sé, su quello che gli è accaduto e di confrontarsi con gli altri ospiti ed educatori.

 Confronto e accettazione dell’altro

-attraverso il gioco

-attraverso la cooperazione (attività comuni)

-attraverso la promozione del dialogo

 Contenimento fisico e verbale

-in taluni casi l’abbraccio e il “contenimento fisico” aiutano il minore a sentirsi accettato e capito nel suo disagio

-ascolto empatico del ragazzo specie nei momenti in cui è chiamato a gestire emozioni forti

-trovare il giusto equilibrio tra i sì e i no da dire attraverso il confronto in équipe e in supervisione

-instaurare un dialogo affettuoso e fermo che ha come obbiettivo il focalizzare

l’attenzione del minore su gli atteggiamenti tenuti, per trovare con lui delle soluzioni diverse

-cercare di essere il limite cercato dal ragazzo

-far comprendere al minore che ogni azione ha delle conseguenze e che comporta assunzione di responsabilità

 Costruzione di modelli di figure adulte di riferimento positive

-dal punto di vista affettivo

-nella costruzione della relazione e nella realizzazione di legami

-nella condivisione dei momenti importanti

 Rispetto dei ritmi della giornata e delle regole comunitarie

-le regole non vengono imposte dall’educatore, ma vi sono delle forme di contrattazione e di dialogo che permettono al minore di aumentare la consapevolezza del sé

-il rispetto/condivisione degli spazi comuni conduce progressivamente i minori a divenire responsabili delle proprie azioni

 Responsabilizzazione, attraverso

-la partecipazione ad attività in cui il ragazzo oltre ad esprimere se stesso, possa sentirsi protagonista (vedi il teatro)

-il coinvolgimento del minore al fine di rispettare le cose personali e comuni

Supporto scolastico, che si esplicita nel

-aiutare il minore ad acquisire familiarità e conoscenza della lingua italiana (alfabetizzazione)

-aiutare il minore ad avere dei risultati scolastici per ritrovare la fiducia nelle proprie capacità

-confrontarsi con gli insegnanti e i responsabili scolastici per stabilire l’approccio migliore e il miglior iter formativo

-aiutare il minore a fare delle considerazioni sui propri limiti e sulle proprie capacità ed incanalare queste ultime in progetti nuovi

organizzazione del lavoro

Riunione d'èquipe

L’équipe educativa si riunisce settimanalmente in un incontro di due ore e mezza durante il quale si discutono le dinamiche del gruppo e dei singoli utenti e la metodologia di lavoro con i minori ospiti. Durante la riunione si rivedono collettivamente i PEI e il Progetto di Comunità. Si apportano, inoltre, eventuali modifiche all’organizzazione della quotidianità, degli orari e di tutti i vari aspetti e le varie linee lavorative.

Supervisione

La supervisione dei casi avviene attraverso un lavoro di osservazione svolto dagli educatori e discusso con lo psicologo, durante incontri previsti a cadenza settimanale.

La supervisione è innanzitutto uno strumento che sostiene l’équipe nelle situazioni decisionali di varia natura (dal comportamento più adeguato da assumere verso il minore a come meglio organizzare il suo percorso). Questo implica un monitoraggio sullo stile quotidiano rispondente alle esigenze relazionali dei singoli, affinché vengano evitate scelte organizzative esclusivamente centrate su esigenze istituzionali piuttosto che suoi bisogni evolutivi dei minori. Dunque la supervisione si qualifica anche come mezzo per promuovere e mantenere un impegno costante ad adottare un modello di intervento relazionale centrato sui bisogni, sulle esigenze, sui diritti e sul rispetto dell’individualità dell’altro.

Questo sostegno porta alla realizzazione di interventi flessibili e a un’elasticità organizzativa che sono a garanzia di costanti adattamenti del progetto, necessari perché si possa rispondere ai cambiamenti evolutivi di ogni minore.

Formazione

Avvalendosi dei diversi enti formativi del territorio, la Comunità assicura ai propri operatori un supporto formativo in grado favorire il consolidamento delle competenze pedagogiche, sanitarie, di animazione.

Incontri di rete

L’equipe della Comunità si confronta periodicamente con i Servizi il cui lavoro si intreccia con il percorso di ogni minore:

Servizi Sociali

Una tipologia di incontro è quella con i vari Servizi coinvolti nella progettualità legata a un minore. Fra questi, gli Assistenti Sociali di riferimento, i servizi di Neuropsichiatria, il SERT e eventuali sostegni educativi di territorio. In questi incontri si discute l’andamento del progetto, si verificano i risultati raggiunti e quelli ancora da conseguire e eventualmente si apportano delle modifiche al percorso progettuale. Queste riunioni sono inoltre l’occasione per fare una verifica intermedia.

Servizi scolastici

L’équipe educativa incontra inoltre i servizi scolastici, al fine di verificare l’andamento scolastico dei minori, per discutere eventuali difficoltà (da ambo le parti) e per pianificare una linea di azione comune, finalizzata a un inserimento sereno e proficuo del minore nel contesto scolastico e un sostegno scolastico adeguato da effettuare all’interno della Comunità.

Qualità delle prestazioni

Gli strumenti utilizzati dall’equipe educativa, sopraelencati (le osservazioni sul campo, la revisione dei PEI, la stesura delle relazioni, le riunioni d’équipe, le riunioni coi referenti dei Servizi di riferimento del minore), costituiscono al contempo forme di verifica e di valutazione collettiva, curate al fine di permettere realmente di fornire un intervento educativo quanto più possibile flessibile, personalizzato, organico e coerente con i progetti dell’équipe. A ciò si aggiunge la partecipazione dell’ospite, quale ulteriore mezzo di qualifica delle prestazioni: i ragazzi possono infatti contribuire al percorso migliorativo della Comunità attraverso suggerimenti, reclami e valutazioni dei servizi erogati.

Servizi aggiuntivi forniti da Chora

Lavanderia

Presso la Comunità è operante un servizio di lavanderia per la biancheria personale, la biancheria da letto e la teleria da bagno.

Pulizie

La struttura garantisce la manutenzione degli ambienti attraverso la collaborazione di personale esterno e l’adozione di particolari procedure.

Parrucchiere e Estetista

Il servizio è garantito con la presenza di personale specializzato esterno alla struttura a richiesta individuale o consigliata.

Ristorazione

Al fine di ricreare per i ragazzi un ambiente e un clima il più possibile vicine a quelli di una famiglia, la Comunità provvede alla fornitura di alimenti e cibi e propone agli ospiti di occuparsi della preparazione di pasti, colazioni e merende, secondo un piano di turni e norme apposite. Inoltre, per ricordare ricette e tradizione, un giorno al mese sarà dedicato alla preparazione di un menù definito “speciale”, preparato con ricette tratte dalla tradizione culinaria dei paesi di provenienza degli ospiti.

Giornali e Riviste

La struttura provvede all’acquisto di un quotidiano, di libri e riviste.

Trasporto

Per gli accompagnamenti degli ospiti a scuola o ad altre attività, la Comunità dispone di un pulmino di 9 posti.

CHORA SRL

Via dei Campi Inglesi- Zona Artigianale PIP
Otranto (LE)
Tel. 0836 1946387
info@chora-angelide.it
Responsabile di Struttura: Sig.ra Luana Pataleo